.:In Famiglia:.
Dopo che ci allontanammo da Dakova mio cugino mentre mi trasportava fece una specie di interrogatorio a quel animaletto che ci aveva aiutato –Scusa ma tu chi sei- gli chiese –Non lo so tutti i mie ricordi sono solo un paesaggio simile a quello che cè in città al porto e poi nietaltro - disse – Beh ma almeno un nome lo avrai giusto- gli disse –Si e de una delle poche cose che ricordo, mi chiamo Munchlax piacere- disse –Che nome originale- disse –Siamo arrivati e quella casa che vedete laggiù- disse Alan –Io vado avanti voi rimanete qui torno subito- ci disse il ragazzo –Bene cuginetto fra poco potrai essere rimesso a nuovo tranquillo resisti ancora un po’- mi continuava a dire mio cugino ma io avevo ormai gli occhi chiusi anche se il mio cuore continuava a battere ero molto indebolito a causa della forte perdita di sangue dovuta alla mia ferita al braccio di poco fa e in quel momento persi i sensi.
Quando mi risvegliai mi trovai su un letto con una benda sulla testa impegnata di acqua calda e nel tentativo di alzarmi mi cadde dalla fronte e sentii dei forti dolori al braccio ma notai che la ferita era curata e a quel punto entro da me Alan –Finalmente ti sei svegliato- mi disse –Sei tu…dimmi un po’ da quanto sono in questo letto-gli chiesi –Beh da circa due settimane ormai- mi disse –Due settimane…si vede che ero davvero malato allora- gli dissi –In effetti ci e voluto mio padre e mia madre per curarti le ferite che ti eri procurato- mi disse –Tu invece come stai- gli chiesi –Tranquillo solo qualche graffio ma niente di grave anche gli altri stanno bene…beh eccetto Munchlax lui sta fin troppo bene almeno questo lo posso giudicare dal suo appetito ha sempre fame quel piccoletto- mi disse e in quel momento arrivo suo padre –Bene vedo che il nostro ospite si e ripreso, allora come va giovanotto- mi disse –Bene grazie, mi scuso se le stiamo causando cosi tanti problemi- gli dissi –Tranquillo in un certo senso ci sono abituato comunque come ti e saltato in mente di metterti contro Dakova- mi disse –Beh aveva preso mia sorella era ovvio che lo avrei affrontato- gli dissi ma mentre gli e lo dicevo abbassai la testa –Cosi mi piaci una parte di prudenza e tre di stoltezza ma attento giocare con il fuoco non e mai bene- mi disse –Bene ma una cosa che so e certa quel uomo e sotto il comando di un certo Re e quando troverò questa persona la ucciderò- gli dissi e finalmente riuscii ad alzarmi dal letto –Tu vorresti eliminare Ashard…- il papà di Alan non potette non trattenere una risata –Che cè non mi credi capace- gli dissi –Ashard e un Cavaliere di Draghi e il suo drago dispone di tattiche offensive oscure trova Ashard e farai la fine del topo mangiato dal gatto e poi dubito molto che a diciotto ventanni - disse ma io lo interruppi –Ventiquattro- gli dissi –Scusami…ventiquattro, ma anche cosi dubito molto che vivresti un solo minuto contro uno degli uomini di Ashard, certo contro Dakova ai avuto fortuna ma ti posso assicurare che gli altri sono ben altra storia- disse –Come fa a sapere tante cose sul Re e su i suoi uomini- gli chiesi –Vedi ragazzo io un tempo ero un mercenario ma al servizio del padre di Ashard per fartela breve quando il mio gruppo se ne andò dal servizio di Ashard lui ci mando contro i suoi uomini e ti posso assicurare che il mio intero gruppo e stato eliminato in meno di un ora, io mi sono salvato per miracolo gettandomi in un fiume poco distante- mi disse e notai che mentre mi parlava stringeva i pugni –Per ordine di quello che un tempo era un grande eroe la mia vita, la mia famiglia era stata sterminata sotto i mie occhi- a sentirlo mi veniva in mente la mia storia anch’io ero cresciuto fra dei mercenari e Greil,Mist,Ike,Gatrie,Oscar e gli altri erano la mia unica famiglia e un po’ lo capivo –Ad ogni modo il mio nome e Dorcas e tu da quanto mi ha detto mio figlio ti chiami Noland giusto- mi disse –Si esatto, sono in viaggio per il motivo che le ho già spiegato- gli dissi –In questo caso veniamo alle tue ferite che ormai sono apposto ma ti consiglio di non sforzare quel braccio altrimenti cè il rischio che le medicazioni che gli ho apportato possano venir via e in questo caso la ferita si riaprirebbe per fartela breve quando la ferità sarà chiusa definitivamente ti rimarrà una bella cicatrice- mi disse poi feci la domanda più istintiva –Senta i mie amici dove sono- gli dissi –Sono al piano di sotto se vuoi vederli ti darò una mano a scendere e vero ti reggerai in piedi ma per come sei messo ora dubito fortemente che tu possa camminare- invece al contrario di quello che diceva riuscivo a camminare benissimo ma quando arrivai alle scale mi sembrava un altro mondo avevo come un senso di vertigini e non riuscivo muovermi bene ed ero molto insicuro di quello che facevo –Te lo detto sei ancora troppo debole per fare degli scalini- mi disse e poi mi aiuto piano e con molta calma a scendere le scale –Fratellone finalmente credevamo non ti saresti mai svegliato- mi disse Liliana appena mi vide –Tranquilla sorellina tutto bene solo qualche graffio- gli dissi –Bene mi fa piacere vederti sorridente- mi disse e poi venne ad abbracciarmi –Su adesso staccati mi fai sentire in imbarazzo- gli dissi –Su Noland non farà cosi infondo lo sai che ti vuole- bene mi disse Tails –Bene a quanto il matrimonio cuginetto- mi disse mio cugino –Sei davvero spiritoso Edward quasi non trattengo le risate- gli dissi mentre lo guardavo male –Su non prendertela infondo se ci pensi bene sei davvero l’unico della famiglia che non ha una futura moglie- mi disse –Perché tu con chi dovresti sposarti- gli dissi –Te ne sei già dimenticato- mi dissi –Dimenticato di chi- gli chiesi –Ma di Erika…la ragazza più dolce che abbia mai conosciuto sono certo che sarà un ottima moglie. Si e vero amore- mi dissi mentre a mio avviso aveva bisogno di tornare con i piedi per terra.
In quel momento entrò dalla porta una donna accompagnata da una bambina –Alan dove eri finito e da ieri che ti cerchiamo si puo sapere perché devi far fare sempre tutto a me e alla mamma- disse la bambina –Su infondo non e successo niente vedi solo che….- disse ma non ebbe nemmeno il tempo di continuare la sua scusa –In ogni caso penso che una settimana in punizione ti farà bene Alan su Dorcas diglielo anche tu- disse la donna rivolgendosi al uomo che a quanto potevo capire era suo marito –Su amore non essere cosi severa con Alan infondo non e successo niente di male- disse –Voi due non me la raccontate giusta cose successo ieri sera- gli disse –Beh vedi mamma in pratica…- alla fine Alan gli racconto tutto dal principio alla fine, da quando Tails salvò lui e il suo amico fino a quando mi porto a casa sua –Bene direi che potevi dirmelo fin da subito no- gli disse – Beh vedi io pensavo che…- disse –L’importante che stiamo tutti bene adesso e poi sono certo suo figlio se la sarebbe cavata benissimo anche senza il mio aiuto- disse Tails –Bene visto che questo punto e chiuso torniamo a te Noland- mi disse e si volto verso di me – Adesso che puoi stare di nuovo in piedi penso che il tuo braccio vada riabilitato ovviamente nei giusti modo. A mio avviso sarebbe utile ricominciare i tuoi allenamenti con la spada però con quel braccio- disse –A questo proposito Noland cè una cosa che dovrei dirti, basandomi sulla tua arma ottenuta da Greil quando partisti ho elaborato una arma tua personale posso potenziarla ma per farlo mi occorre uno Smeraldo del Chaos che però al momento non ho- mi disse –Tranquillo Tails ai fatto del tuo meglio, ti ringrazio- gli dissi –Bene l’arma cè ma prima di tutto e necessario ricominciare con le basi del combattimento- mi disse e poi continuo –Se vuoi raggiungere il tuo obbiettivo questo e l’unico modo ma prima permettimi una domanda- in quel momento qualcuno busso alla porta –Aprite questa porta e un ordine in nome del Re- si sentiva provenire da fuori –Fantastico.
Ora che facciamo- mi disse Tails –E me che vogliono ne sono certo- dissi –Nascondetevi al piano superiore e rimanete li finche non ve lo dico io- mi disse Dorcas –Certamente anche perché poi e l’unica possibilità di salvarci- disse Edward e a quel punto mentre noi eravamo già rintanati di sopra la porta si apri –Ma bene guarda chi abbiamo qui mi dica come mai cosi tanto per aprire una semplice porta- disse un uomo alto e anche abbastanza ben messo come fisico insomma uno che con Dakova aveva ben poco da invidiare –Non avevo sentito bussare sa più vanno avanti gli anni più perdo colpi- disse Dorcas –Davvero? Invece sa che penso…penso che lei abbia qualcosa da nascondere- disse –Legittima curiosità- disse Dorcas –E allora me la tolga cosa tenete in soffitta- gli chiese –Niente di che solo i viveri e ovviamente le stanze dei mie due figli- disse –Davvero allora per il loro bene farebbe saggia mossa a dirmi la verità poi che io so cosa tiene in soffitta oltre a ciò che mi a detto- disse –Io ti conosco, tu sei uno degli uomini al servizio di Ashard- disse –Esatto e ora in nome del Re le ordino di far venire allo scoperto i ribelli che tiene in nascosti in casa sua- disse e a quel punto non volevo altri innocenti che ci andassero di mezzo per la mia causa e cosi mi feci vivo –Tu saresti sai non ricordo di averti visto prima d’ora se sei il nuovo sottoposto ci sarebbero da sistemare due cosi- dissi con la mia vecchia e rimpianta strafottenza e un po’ da scazzato devo dirlo –La tua insolenza di costerà cara ragazzino voi prendetelo- ordino alle guardie che aveva con se quel uomo che in un certo senso mi ricordava Dakova anche se fra lui e il mio vecchio nemico dello scontro di qualche settimana fa avrei presto scoperto che non vi era confronto alcuno e cosi incurante di ciò che sarebbe successo resi inoffensive i soldati del Re –Bene ho visto come ai combattuto contro Dakova e devo dirlo non sei male ma contro di me non ai speranze ne di vittoria ne di vita caro il mio Noland- mi disse –Grazie a quanto pare mi conosci- dissi e in quel momento sentii qualcosa di gelido puntato alla schiena e mi resi conto che quel tipo non era da solo –Ci rivediamo finalmente- disse e quando detti uno sguardo dietro mi accorsi che altri non era che il Cavaliere Nero –Bene Noland stavolta sei proprio nei guai, voglio proprio vedere come farai ad uscirne- mi disse –Vuoi proprio saperlo allora ecco come ne uscirò “Glapukis”- dissi e sinceramente non ricordo segnale più idiota che mi inventai per sfuggire a qualcosa e l’uomo di prima si fece solo una grossa risata e anch’io devo dirlo –Sei davvero stupido oltre che folle ad ogni modo lascia che ti dica il nome di uno dei tuo nemici. Mi chiamo Gort detto da molti il Dragone- mi disse e io sempre con i mie modi raffinati come un bufalo inferocito gli risposi –E un nome bellissimo- gli dissi mentre aveva stampato in faccia un sorrisino un po’ malefico ma facevo anche bene infondo avevo un piano che però non si stava attuando e non riuscivo a capire il perché –Bene che ti prende non mi sembri più tanto sicuro di se quando notai un piccolo segnale di Tails riuscii per puro miracolo a liberarmi del Cavaliere Nero e cosi facendo ebbi anche il tempo di elaborare una contro mossa intanto Edward aveva portato al sicuro Alan e la sua famiglia –Non so come ringraziarvi- disse la madre di Alan –Di niente lo fatto con piacere e poi mica potevo lasciarvi li- gli disse –Tuo cugino e davvero una forza sembra davvero abile in combattimento- disse Alan –E non sorprenderti quello che ai visto e ancora poca cosa- gli disse e non trattenne un sorriso che esprimeva sicurezza da ogni dove anche se in quel momento ero tutt’altro che in forma al massimo infatti avevo i riflessi molto lenti e reagivo ben poco agli attacchi del mio avversario –Bene adesso devo solo assicurarmi che quel idiota di Dakova faccia il suo lavoro e poi appena avrò il via eliminerò personalmente il ragazzino- disse Gort mentre il Cavaliere Nero mi teneva occupato però un altro fatto stava per accadere e stavolta sarebbe toccato a Edward risolvere la situazione.