.:La Revindicazione di Ashard:.
Ormai era passati dieci anni da quando sconfissi e mi resi cosciente di avere anch’io il mio lato malvagio.
Però la mia avventura era tutt’altro che conclusa infatti Ashard era pronto a rivendicare la sconfitta e d’era pronto ad un attacco in massa alle terre di Pherae dove vivevano Roy e suo padre Eliwood che nel frattempo si era ammalato ma non in maniera grave però sapendo della situazione Brom decise aiutarci ancora infatti seguii Roy accompagnato da Pikachu.
-Roy sei davvero cresciuto- gli disse Brom –Anche tu sei diventato più grande beh infondo dieci anni sono pochi ma nemmeno troppo pochi- disse Roy –Ti ricordi di me vero Roy- disse Pikachu –Si mi ricordo- disse Roy –Bene adesso andiamo papà mi ha affidato il compito di guidare gli uomini in battaglia- disse e mentre stava per avviarsi alla porta questa si aprii e Roy si scontro con niente poco di meno che con mia sorella Liliana –Scusa Roy non ti avevo visto…ma sei diventato più alto di me- disse mia sorella –No fa niente tranquilla comunque che ci fai qui- disse Roy –Beh sono venuta a trovarti anche se papà non voleva sono venuta lo stesso- gli disse –E pericoloso stare qui Liliana torna a casa se rimani qua rischi la vita- disse Roy –Non fare cosi il serio ai già dimenticato i fatti di dieci anni fa- gli disse –Si ma al tempo cèra tuo fratello e anche gli altri adesso siamo solo in tre in grado di proteggerti- disse Roy parlando molto saggiamente –Ma io voglio aiutarti- disse Liliana –Ok ma però sta attenta- alla fine Roy si convinse infondo ormai mia sorella nel corso di questi dieci lunghi anni aveva imparato i rudimenti della magia dunque era perfettamente in grado di difendersi scatenando rudimenti magici contro i nemici –Roy andiamo le truppe aspettano- disse Brom –Bene, una cosa che fine a fatto Pikachu- disse Roy quando ecco riapparire dalla porta –Scusate ero andato a fare due passi adesso però andiamo- disse Pikachu –Bene anche se ti sembrava proprio il caso di fare una passeggiata adesso- disse Brom e il piccoletto sforzo un sorriso.
-Bene che stiamo aspettando ancora che irrompano loro qui dentro- disse mia sorella che intanto era già uscita da un bel pezzo –Ma sei impazzita- gli urlo Roy e la scena era quasi comica poi che mia sorella diceva il tutto con calma e leggerezza –Ma tu guarda che figure…- disse Brom –Ascolta facciamo finta di non conoscerli.
E mentre il tutto accadeva anch’io avevo la mia battaglia da svolgere che ormai era nel vivo del azione come diceva spesso mio cugino –Bene cugino che facciamo adesso- disse Edward nonostante stessimo sul campo di battaglia da ormai qualche ora –Non so a te che ti va di fare- gli dissi mentre fra un discorso e l’altro stendevamo qualche soldato ormai era una seccatura ma lui sembrava non annoiarsi –Signore penso che per oggi possiate…beh…finirla- disse un soldato a mio cugino –Vediamo devo valutare…no- disse e fece uno di quei sorrisi per la quale tu capivi subito che aveva appena iniziato naturalmente siccome eravamo contro i nostri stessi soldati non potevamo usare armi vere e cosi usavamo solo dei bastoni di legno –Ma signore…- a quel punto la guardia tirò un sospiro come per far intendere di accontentare Edward –Bene sapevo che avresti capito- a qual punto arrivo una mia vecchia conoscenza che e sembrava avere tutta l’idea di colpire Edward e io non mi misi in mezzo e poi come si dice di questi tempi “Fra moglie e marito non mettere il dito” –Vedo che oggi abbiamo un recluta molto bella- disse mio cugino –Sei solo un idiota e tale rimarrai- disse e poi lo colpì anche se e meglio lasciare al immaginazione dove –Siete solo due pelandroni non fate altro che fare baldoria tutto il giorno e quando venite qua ad allenarvi non lo fate mai seriamente- disse –Ma bocciolo di rose sai non possiamo sempre essere seri- disse Edward –Non voglio scuse e poi vergognati se tuo padre fosse qui ti avrebbe già dato una bella stirata di orecchie- disse la ragazza –E dai Erika ci stavamo solo divertendo un po’- dissi –Mi faresti il sacro santo piacere di non immischiarti Noland- mi disse e poi si volto vero si me e non ebbe una bella faccia –Ok…come vuoi- dissi e poi feci qualche passo indietro – Andiamo passerotto della mia vita lo sai che per te farei tutto- disse Edward mentre abbracciava Erika ma questa si sciolse dal abbraccio del suo futuro consorte –Finiscila di fare il ruffiano e dimmi cosa vuoi- disse Erika –Beh ecco di recente ho tirato un po’ troppo per le spese e…ti prego posso usare i nostri risparmi- disse mio cugino e a devo dirlo in quel momento facevo finta di non conoscerlo –Te lo puoi scordare- disse e intanto tirò un pugno sulla testa a Edward –Sai solo pensare ai soldi e a spenderli per fare le tue stupide feste in taverna sei impossibile dieci anni che ti conosco eppure non sei affatto cambiato- disse o meglio gli urlo contro e faceva un po’ paura –Ti prego cucciolo della mia vita ho bisogno di quei soldi ti supplico- disse Edward facendo la solita scenata da bambino –Lord Noland e normale che faccia in questo modo- mi chiese una recluta con l’aria sconvolta –Si da quando e insieme a Erika e perfettamente normale- dissi e per mia sfortuna Erika mi sentii –Ripetilo Noland- disse mentre mi puntò la spada, purtroppo per me vera –No niente tranquilla dimentica pure quello che ho detto ma ti prego non muovere la mano- dissi mentre mi facevo scudo con la povera recluta che era li di fianco a me –Ti e andata bene anche stavolta- mi disse –E in quanto a te ti consiglio di cominciare ad allenarti come si deve altrimenti te la vedrai con me e puoi scordarti quei soldi- disse Erika e se ne andò lasciando li Edward e me e le reclute sbalordite –Su Edward infondo non puoi pretendere che vada sempre bene- gli dissi per consolarlo –Lo so ma e l’unica che mi accetti cosi per come sono…- mi disse –Lord Edward se le puo far piacere siamo pronti a ricominciare gli allenamenti- disse una soldato –Ok bene riprendiamo- disse rialzandosi e puntando un pugno verso il cielo sempre con quel suo sorriso –Solo la zuffa lo tira su di morale- dissi e in quel momento riprendemmo quelli che io e mio cugino al epoca consideravamo allenamenti che poi non era altro che una specie di strana rissa di strada e a quel punto mentre Edward stava dando il meglio di se ecco arrivare il guasta feste per eccellenza –Ma guarda chi cè qui- disse Edward –Edward finalmente ti posso umiliare e davanti ai nuovi arrivati per giunta- disse –Ah quello ci a già pensato Erika non mi servi anche tu- disse –Preparati a essere umiliato scansa fatiche che non sei altro- disse Mack.
Mack aveva un solo anno in più di Edward ma era severo soprattutto per quanto riguardava i suoi risultati personali e andava fiero della sua mira quasi infallibile che non aveva mai sbagliato un colpo e solo con Edward iniziò a perdere colpi infatti mio cugino era l’unico in tutta Ostian a dare lo scacco matto ogni volta a Mack.
A quel tempo non ero molto in confidenza con lui e devo dirlo nel corso del tempo, specialmente dopo un certo avvenimento, mi stupii di lui.
-Bene signorina cosa vuoi scommettere stavolta- disse Mack –Niente se ci tieni a saperlo- rispose mio fratello –Ah allora deciderò io cosa ci giochiamo e questa volta la posta in gioco sarà la tua vita- disse e non ero molto tranquillo –Ti e partito il cervello non voglio combattere con te fino a questo punto- disse mio cugino –Scusa forse sono stato troppo teatrale. Ad ogni modo arriverà il giorno in cui prenderò il tuo posto- disse Mack.
Quando Mack arrivò dalle nostre parti aveva l’età di mio cugino già avevo notato Mack quando arrivai da mio zio per la prima volta ma non ci feci molto caso al tempo però sapevo che era uno dei maggiori candidati, dopo mio cugino, a diventare Generale e forse ecco perché era sempre in rivalità con mio cugino.
-Se te la sei legata al dito per quel fatto di dieci anni fa allora sappi che usi ben poco il cervello- disse Edward mentre io me ne stavo in disparte e osservavo le due fazioni –Vuoi la verità allora? Si, non ho e non sopporterò mai l’idea che uno stupido e incosciente come te possa avere in mano delle vite tu ti vanti di non aver mai sbagliato di non aver mai eliminato nessuno per motivi personali ma in cuor tuo sai che non e vero- disse Mack alludendo al fatto avvenuto dieci anni fa per il quale mio zio venne assassinato –Penso che tu stai esagerando ora Mack, tu non puoi capire quello che ho passato- disse Edward –Si non posso capirlo ma per quello che mi riguarda te lo sei meritato, ti consiglio di stargli alla larga Noland un giorno potrebbe succedere a te- disse e poi si volto verso di me ma io avevo la risposta pronta –Ti sbagli…nessuno di noi a il diritto di togliere la vita agli altri…e mio cugino questo lo sa meglio di chiunque altro, non puo sempre andare bene puo capitare di sbagliare l’importante e rendersene conto- dissi –Sei proprio suo cugino due incoscienti ma un giorno vedremo se vi salveranno in battaglia le vostre idee oppure le mie ci si vede- disse e poi se ne andò –Tutto bene Edward- dissi a mio cugino –Tranquillo tutto bene…solo che se prova a dire un'altra cosa del genere lo faccio fuori sul serio- mi disse mentre stringeva i pugni e sembrava anche molto convinto di quello che diceva –Senti andiamo a fare quattro passi ti và? Cosi ti distrai un po’- dissi e poi mi rivolsi alle reclute –Grazie per l’aiuto ora potete andare a rilassarvi anche voi- gli dissi e mi risposero in saluto militare e poi io e mio cugino ci allontanammo dalla zona.
Intanto su un monte più alto di tutto il nostro continente Ashard attendeva il nostro primo passo falso quando arrivò al suo cospetto un uomo incappucciato –Re Ashard i suoi uomini hanno da poco catturato la figlia di Hector il marchese di Ostian- disse l’uomo –Chi sei tu, e ad ogni modo come fai ad avere queste informazioni riservate- gli disse –E strano sono passati solo dieci anni e già non ti ricordi di me- disse e poi togliendosi il cappuccio prese anche le sue vere sembianze e Ashard fece un sogghigno malefico –Bene era ora che ti rivedessi Darkai, ad ogni modo sono deluso dal tuo piano pensavo che fosse più eccitante e ovviamente andasse per il verso giusto- disse l’uomo allo spettro degli incubi –Lo so purtroppo Noland e riuscito a vincere contro il suo lato oscuro ma non temete mio Re il piano sta riprendendo la corsia giusta grazie alla cattura della ragazzina infatti poco gli ho lanciato una Maledizione e anche se dovessero liberarla potremmo farci dire da lei che voglia ho meno dove suo fratello- disse lo spettro degli incubi –Il punto e questo dobbiamo fare modo che venga liberata, con i tuoi poteri di trasformismo ti chiedo una cosa adesso…vai da Alan il figlio di Dorcas il Mercenario del Sud e digli che la sorellina di Noland e stata catturata dalle truppe del Re io organizzerò tutta la messa in scena del impiccagione e una volta che ‘avrà liberata la nostra trappola scatterà- disse il Re –Bene vedo che in tanti anni non sei cambiato lascia fare a me una volta che quel moccioso libererà la ragazza la nostra trappola scatterà e noi potremmo finalmente liberarci di Noland e di tutti i suoi stolti amici- disse lo spettro oscuro e poi spari nel nulla cosi come era arrivato nella grande sala –Stefan vieni qui- disse il Re e poi arrivo un ragazzo –Ordini mio signore- disse Stefan –Immagino tu abbai sentito il discorso di prima- disse il Re –Ovviamente mio signore cosa vuole che faccia- disse –Eterna sofferenza a Noland il figlio del marchese di Ostian- disse sempre con il sogghigno malefico –Come vuole lei signore e sofferenze siano- disse e poi se ne andò –Noland do la mia parola che questa sarà l’ultima volta che tu mi metterai i bastoni fra le ruote e stavolta nessuno potrà aiutarti- disse il Re e poi istintivamente gli venne una risata davvero malefica e terrificante.