.:La trappola:.


Oswin affidò il suo territorio al suo consigliere di cui si fidava e si uni al nostro gruppo. Stressi un legame di amicizia molto stretto durante i primi giorni di viaggio in cui erano con noi con suo figlio Edward.
Come me era solo un apprendista ma sembrava avere talento anche lui, dopo i fatti della sera prima ormai lo consideravo mio cugino e facevamo ogni volta i turni di guardia notturni in sieme e fantasticavamo su cosa avremmo fatto una volta completato il mio compito; anche Hector cominciò a trattarmi di più come un figlio e lui cerco di comportarsi di più come un padre. -Papà…eh scusi sig. Hector ma mi devo ancora abituare a chiamarla papà- dissi a Hector –Tranquillo anch’io mi ci devo ancora abituare alla cosa- mi rispose e mi sorrise –Io invece mi devo abituare a saperti un aristocratico Boyd, se Gatrie lo sapesse penso che abbasserebbe la cresta con te- mi disse ridendo –No non credo infondo sai come e fatto quello la si crede un aristocratico quando non lo è- dissi a Mist ridendo anch’io –Beh allora penso che non sarà molto contento se lo venisse a sapere, comunque figliuolo ascoltami devo dirti una cosa voglio che tu sappia un altro dettaglio di come mai tua mamma ti lasciò da Greil- mi disse –Vedi Boyd lo detto a tuo padre la mattina in cui siamo partiti- io ero curioso –Come mai mamma mi aveva abbandonato non mi volevate- gli dissi con lo sguardo rivolto verso il basso –No, certo che ti volevamo. Tua madre ed io ti amavamo con tutto il cuore ma quel giorno il Cavaliere Nero cerco di porre fine alla tua vita figlio mio- disse io non sapevo chi fosse questo cavaliere ma avevo sentito qualche voce al riguardo quando andavo in paese –Ah quasi dimenticavo di dirti come ti chiami in realtà figliuolo- guardai Hector con aria sorpresa quando mi disse ciò non sapevo di avere anche un nome tutto mio –Vedi Boyd quando mio padre ti trovò decise questo nome in onore di un nostro carissimo amico ormai purtroppo non più tra noi..- disse Mist. -Beh sono curioso quale il mio vero nome allora scusate- domandai e Hector mi rispose –Il tuo nome e Noland caro figlio mio- mi disse sorridendo e non lo sapevo ancora ma in futuro avrei tanto preferito che mia madre mi avesse chiamato Bombo invece di Noland.
-Beh non me lo aspettavo un nome cosi devo dirlo- dissi –E il nome che ho scelto io personalmente- mi disse Hector –Ora che lo conosco con questo nome preferisco chiamarlo Boyd altrimenti andrei in confusione- disse Mist –Bene papà veniamo alla questione di prima che era il Cavaliere Nero se non sbaglio- dissi –E fuori discussione sarebbe già difficile per me e per tuo zio, tu non avresti nessuna speranza- mi disse Hector –Vedi caro nipote devi sapere che nessuno fino ad ora e riuscito nemmeno a graffiare il Cavaliere Nero e davvero un grande cavaliere ma dalla parte del male- disse Oswin –Ma io voglio…- mio padre mi interruppe subito –No e questo e un ordine- mi urlo con aria arrabbiata e io abbassai la testa –Senti figliolo io, mi dispiace non volevo alzare la voce con te scusami- mi disse e poi continuo –Vedi non mi sono ancora abituato ad avere un figlio- detto questo si fermo scese da cavallo e venne ad abbracciarmi, non era la prima volta che mi sentivo consolato Greil infono mi aveva sempre trattato come se fossi stato figlio suo ma per me essere consolato dal mio vero padre fu una sensazione indescrivibile. -Papà senti scusa se…- non mi diede il tempo di finire la frase –No sono io che devo scusarmi con te forse sono stato troppo severo con te prima- disse intanto Mist aveva uno dei suoi classici monologhi –Un Padre e suo Figlio e cosi commovente la cosa adesso che so che e un futuro marchese un po’ mi sento in colpa per quelle volte che lo preso un po’ in giro spero che non se la sia presa troppo- continuo a parlare ovviamente senza nessuno che l’ascoltasse o la seguisse ma io gli dissi qualcosa dopo che mio padre mi lascio andare –Sai Mist visto che e quasi notte perché non ci accampiamo qui- dissi –Direi che e una buona idea figliuolo infondo penso che una piccola pausa ci faccia comodo- disse mio padre –Non so forse sarebbe meglio muoverci ancora un po’- obbietto mio zio Oswin –Su con il morale fratellone infondo una piccola pausa non ha mai fatto male a nessuno- disse Hector e accenno un sorriso quasi divertito dalla cosa –Per me non ci sono problemi- disse Edward.
Edward, mio cugino, era un ragazzo della mia stessa età, aveva dei capelli un po’ più in “disordine”,se vogliamo dire cosi la cosa, dei miei. Come me fin da piccolo era stato allenato a diventare un cavaliere e de sempre stato un ragazzo molto vivace e spiritoso ma serio in battaglia a quel tempo come adesso eravamo grandi amici e fantasticavamo molto su le imprese che avremmo compiuto senza sapere che molto presto io,lui, e due nuovo amici saremmo entrati nella legenda e che le nostre imprese sarebbero state raccontate di generazione in generazione. -Sempre allegro Edward vero- domando Oswin a suo figlio –Certo papà infondo e una delle mie migliori qualità- disse e sorrise –Almeno fosse cosi efferato anche in combattimento- disse mio zio a suo figlio –Bene che si fa allora ci fermiamo qui- domando Mist –Si ci accamperemo vicino a quella grotta- dissi –Bene figliuolo vedo che stai diventando un attimo capo sono certo che un giorno sarai un ottimo cavaliere- mi disse mio padre –In effetti a sempre avuto attitudine al comando mi ricordo che una volta quando eravamo ancora piccoli sembrava avere preso già tutti i difetti di un vero capo- disse Mist –Ai ragione- disse mio cugino e poi si fece una piccola risata –Siete davvero divertenti sapete- dissi un po’ irritato –E dai cugino infondo e quasi una vita che non ci vediamo lasciami divertire un po’- in quel momento ebbi una strana sensazione quasi una sensazione di pericolo.
-Che ti prende nipote qualcosa non va- mi domando Oswin –Eh? No tutto bene sono solo un po’ stanco un po’ di riposo mi farà bene- dissi –La salute prima di tutto quando si e in battaglia- mi disse mio padre, dopo preparai il necessari per accamparci di notte il girono dopo avrei concluso finalmente il mio compito infatti il vascello che conduceva al continente del Sud era ha soli un girono di distanza di cammino e una volta preso avrei solo dovuto accompagnare mio padre al palazzo reale e fatto questo avrei dovuto decidere se tornare fra i mercenari oppure rimanere con mio padre e ritornare ad essere un aristocratico. Quella notte decisi di fare da solo il mio turno di guardia senza Edward non so perché ma quella notte sentivo che avrei capito di più sul mio passato e avrei commesso il mio primo passo falso. -E strana l’atmosfera stanotte…quasi come se stia per succedere qualcosa...ho un brutto presentimento- dicevo tra me e me e cosi preci una decisione azzardata, andare in ricognizione da solo. Presi la mia arma e mi allontanai dagli altri senza nessuno e comincia a camminare per qualche metro e senza rendermene conto mi allontanai molto dal accampamento.
-Perché me- continuavo a domandarmi –Perché quel uomo deve volere la mia morte, cosò di cosi speciale da poterlo mettere in scacco- pensavo mentre continuavo a camminare rimanendo però sempre in stato di allerta costante in caso di pericolo quando sentii una voce alle spalle che mi chiamava. -Cosi tu saresti Boyd- disse la voce, io mi voltai impugnando la mia arma in maniera bel salda ma quando mi voltai non cèra nessuno dietro di me ma quella voce continuava a chiamarmi –Finalmente ti rivedo dopo molti anni- la voce non cessava di chiamarmi e dovunque mi girassi trovavo solo il nulla –Ora che ai fatto il tuo primo sbaglio abbassando al guardia ho finalmente l’occasione di finire quello che ho iniziato tanto tempo fa- questa volta solo a sentire quelle parole mi feci un idea di chi avevo a che fare e non avevo dubbi che potesse essere il Cavaliere Nero e cosi inizia anch’io a ribattere –E cosi pensi davvero di potermi eliminare vero- mi girai e quando mi girai mi ritrovai la lama affilata di una spada puntata alla gola e devo essere sincero in quel momento avevo paura.
-Cosa stavi dicendo prima- mi disse il Cavaliere Nero –Niente- dissi con molto timore –Mi basterebbe fare forza ancora per qualche centimetro e ti taglierei la gola- mi disse e non penso ci sia bisogno di dire che non ero felice della cosa –Se mio padre…- mi interruppe –Tuo padre cosa- mi disse –Tuo padre non puo difenderti adesso poiché non e qui con noi al momento ma anche se ci fosse non cambierebbe molto le cose e nemmeno il tuo destino. Pensavo che eliminarti cosi sarebbe troppo facile per me….prendi la tua arma- mi disse io la raccolsi da terra poiché quando mi volta mollai la presa.
-Perché lo fai se volessi davvero eliminarmi potresti farla finita con una sola mossa- gli dissi –Vedi non sarebbe divertente eliminarti senza vedere i tuoi folli tentativi di difesa diciamo che ti ho affibbiato una morte lenta e molto dolorosa- mi disse e sapevo in cuor mio di essermi cacciato in un guai mortale. Dopo poco comincio a venirmi incontro e io rispondevo ma ogni volta che le nostre armi si incrociavano sentivo sulle mie braccia una forza superiore alla mia, e dopo poco riuscì a buttarmi a terra e a disarmarmi e in quel momento mi trovai la lama della sua spada vicino alla gola –Scacco matto- in quel momento mi sentivo davvero spacciato vedevo i mie ricordi passati fra i mercenari di Greil e quelle poche ora passate con mio padre passarmi davanti agli occhi –E la fine- pensavo ma ad un certo punto una figura che poi avrei riconosciuto come amica sbucò fuori dal nulla e sentivo che qualcuno mi tirava quasi a volermi portar via da li e io colsi l’occasione. Quando fummo abbastanza lontani mi accorsi che colui che mi tirava per le maniche del mio vestito erano due bambini –Sta bene signore- mi domando uno dei bambini –Si grazie solo un po’ spaventato- gli dissi poi gli chiesi il suo nome e mi rispose subito –Mi chiamo Roy sono il figlio del marchese Eliwood- quando sentii il nome Eliwood mi lascia andare ancora una volta a quello che sapevo su i più grandi cavalieri della storia.
Eliwood a quanto sapevo era un grande amico di mio padre e aveva vissuto con lui moltissime avventure, Roy gli somigliava un pochino infatti aveva i suoi stessi capelli rossi e un po’ scompigliati sembrava il suo ritratto per farla breve. –Lei come si chiama signore- mi chiese la bambina che accompagnava Roy – Mi chiamo Noland e come il tuo amichetto sono anch’io figlio di un marchese- gli dissi – Finalmente ti conosco fratellone- mi disse –Fratello- gli chiesi e dissi nella mia mente molto sorpreso della cosa –Si, io mi chiamo Liliana sono tua sorella e sono figlia di Hector come te- mi disse mentre mi sorrideva –Beh piacere finalmente conosco bene la mia famiglia- dissi –Papà mi ha detto di te- mi disse Roy –Per caso era tuo padre quello che mi ha salvato- gli domandai –Si certo- mi disse Roy – Ringrazialo da parte mia- in quel momento ritorno Eliwood ed era proprio come molti lo descrivevano capelli rossi un po’ scompigliati e un cavaliere molto abile –Penso che tu possa ringraziarmi di persona- mi disse Eliwood, inizialmente non capii che era lui poi che mi arrivo alle spalle ma capii che non era nessuno con cattive intenzioni –Papà- esclamò il piccolo Roy –Bene adesso ascolta Noland dobbiamo avvisare tuo padre anche se non sarà contento della cosa- mi disse e io accennai un sorriso ma davvero sforzato.
Tornammo subito al campo dagli altri e siccome ormai era l’alba trovammo mio padre e gli altri già svegli - Eliwood che piacere rivederti dopo tutti questi anni- disse e strinse la mano a Eliwood –Bene direi solo che come puoi vedere ti ho riportato tuo figlio e ti prego di non essere troppo severo con lui- gli disse a mio padre –Cosa ha combinato questa volta- domando a Eliwood –Diciamo che ha avuto un piccolo scontro con un certo cavaliere- disse –Noland…..sono deluso e anche molto- disse con un tono di voce davvero sconvolto –Papà senti io…..ero solo andato a fare due passi e me lo sono praticamente trovato davanti agli occhi e senti mi dispiace- dissi e abbassai la testa –Papà ti prego non essere cosi severo con lui- disse Liliana a mio padre –A dire il vero adesso dovrei fare la predica a te Eliwood ti avevo specificamente chiesto di non portare mia figlia qui ho sbaglio- disse a Eliwood –Vedi diciamo che ci trovavamo li e cosi – Eliwood continuo per un po’ con una scusa che convinceva poco –Consiglierei di muoverci fratellone se rimaniamo ancora qui rischiamo un altro attacco da parte del Cavaliere Nero- disse mio zio –Ai ragione fratello, in ogni caso Noland al prossimo villaggio ti farò una bella predica non pensare di cavartela cosi facilmente- mi disse con un tono ben altro di voce in maniera davvero severa –Su Hector non fare cosi forse dovrei ricordarti che anche tu facevi cose simili dopo che ai conosciuto Lyn- disse Eliwood –Lo dico proprio per questo ti vorrei ricordare tutti i pericoli che abbiamo dovuto affrontare solo per le nostre fantasie di giovani che eravamo allora – disse –A dire il vero solo in mia presenza eri serio e disciplinato- disse mio zio –Comunque papà in fin dei conti me lo ai detto tu di venire- disse mia sorella –Io, io cosa- disse Hector –Tu mi avevi detto “Non ascoltarmi” credevo stessi cercando di dirmi qualcosa- concluse Liliana –No non ai capo sapevi benissimo di cosa stavo dicendo non ai idea di quello che succede qui- disse mio padre –Vuoi punirla per la sua curiosità da chi credi che abbia preso- disse mio zio –Grazie zio- disse la mia sorellina – Ei non, non cominciate la solita combutta voi due ok- disse –Fuori dalla conversazione per favore- disse –Si certo- e cosi restammo li un po’ mentre mio zio e Eliwood si prendevano un po’ gioco di mio padre e poi ripartimmo ormai la metà era vicina ma non sapevo ancora che la mia avventura doveva ancora iniziare.