.:Una notte movimentata:.
Ormai era chiaro che Edward faceva la corte a Erika e d’era anche chiaro che ci saremmo cacciati nei guai.
-Grazie per avermi offerto il tuo aiuto te ne sarò sempre grata- gli disse mentre gli sorrideva – Anch’io te ne sono grato- disse con una espressione che io definirei un po’ inquietante –E veramente cotto- dissi la mia fortuna fu che non mi senti. Più passava il tempo più mi rendevo conto che la notte sarebbe stata lunga…molto lunga ma non sapevo i risvolti che avrebbe avuto. -Comunque so che mio padre e nel campo qui vicino, per ora non posso dirvi altro- io in quel momento comincia a prendere gusto nella cosa –In ogni caso sarebbe bene che tu rimanessi qui- disse Edward –Grazie, ma no voglio venire anch’io devo impedire che quel poveraccio faccia una brutta fine- non sapevo ancora che si stava riferendo a me in quel momento ma ben presto l’avrei scoperto. -Bene che facciamo adesso Edward- gli chiesi –Mi sembra ovvio caro cuginetto entriamo in azione- Erika sembrava imbarazzata mentre ci seguiva verso il luogo della “missione” io invece ero molto teso mentre mio cugino sembrava quasi divertito, in quel occasione lo conobbi meglio infatti era uno che amava le sfide soprattutto se la posta in gioco era la vita, dunque se dovessi trovare una parola per mio cugino direi “Incosciente” poi che molto spesso si lanciava in impreso anche fuori dalla sua portata.
Dopo un po’ mi fermai quasi avessi uno strano presentimento che mi avvertiva del pericolo e d’era molto simile alla sensazione di quando mi trovai di fronte al Cavaliere Nero. In quello stesso momento nel mio “futuro” regno mia madre era assortita dai suoi pensieri –Qualcosa non va miledy Lyn- chiese una delle ancelle che si stava occupando di servire la cena –No, niente stai tranquilla e solo che non ho molta fame oggi, per favore potresti prepararmi la mia camera sono stanca- disse –Si miledy- disse l’ancella anche se mia madre aveva tutti i suoi pensieri rivolti a me, infatti aveva saputo da Greil il tutto e d’era molto preoccupata. Quando arrivò nella sua stanza non fece tempo a mettere la testa sul cuscino che si addormento subito.
-Figlio mio…si prudente- sentii in quel momento e fu davvero una strana sensazione; quando ci ritrovammo nel campo indicatoci da Erika si alzo una fitta nebbia –Sembra che stasera il tempo non ci sia amico- disse mio cugino –E se tornassimo indietro, non voglio fare il codardo ma ho un brutto presentimento- dissi –Non fare il codardo, se ai paura torna pure alla nave- mi disse Edward –Sei sordo te lo appena detto che non faccio il codardo ma meglio un codardo vivo che un eroe morto- dissi accennando un sorriso ma proprio sforzato. Non lo sapevo ancora in quel momento ma in un secolo molto lontano da mio qualcuno stava scappando in quel momento e sembrava avere anche molta fretta di sfuggire ai suoi inseguitori –Sonic! Dove sei Sonic!- chiamava il piccolo volpacchiotto –Bene se lui non verra…dovrò cavarmela da solo, cosi avrò modo di testare la mia ultima invenzione però adesso devo seminarli e raggiungere casa e ora di accelerare- il piccolo volpino mise in “moto” le sue due code riuscii a togliersi dai piedi i suoi inseguitori e presto si ritrovo a casa –Bene e adesso proviamo il potenziamento del Tornado…inserisco lo l’ultimo smeraldo del chaos e…azionato- il marchingegno diede qualche segno di vita ma poi si spense subito come una candela ormai consumata –Cosa!Perchè non funziona il Tornado dovrebbe riuscire a gestire il flusso degli smeraldi, dove che ho sbagliato- si continuava a domandare il piccoletto ma ad un certo punto la sua invenzione riprese a funzionare ma in maniera strana –Evviva lo sapevo che avrebbe funzionato…ehi ma cose questa luce- il piccolino lancio un urlo e improvvisamente una specie di vortice lo risucchio e nella sua piccola abitazione fu solo silenzio.
Intanto io continuavo ad avere una strana sensazione –In ogni caso caro cuginetto se vuoi andartene fa pure- mi disse –Io non me vado va bene se proprio vuoi saperlo sei solo un idiota- gli urlai –Per tua informazione l’unico idiota qui sei tu, sei solo un codardo non rimarrai mai nella storia se ti comporti in questa marniera - mi disse e in quel momento ricomincio quella sensazione e in quel momento mi sentii come una fredda lama che mi tagliava,anche se non in maniera grave, il braccio e poco dopo caddi a terra –Chi sei che cosa vuoi- disse mio cugino –Togliti di mezzo ragazzino- disse e in quel momento Erika ebbe una specie di sobbalzo –Papà- disse –Papà…un momento sei tu il padre di Erika – disse mio cugino –Esatto mi chiamo Nicolas e ora togliti di mezzo se non vuoi che passi alle maniere forti anche con te- disse minacciando mio cugino –Un momento ma allora e tuo cugino il bersaglio che e stato affidato a mio papà- disse Erika sempre più sorpresa –In ogni caso non ti permetterò di avvicinarti a lui,certo pensa troppo e non agisce ma e sempre mio cugino, dovrai passare sul mio cadavere per eliminarlo- gli disse –Cosi sia- accennò di colpire mio cugino ma in quel momento Erika si mise in mezzo –Togliti Erika - gli disse –No- gli rispose con tono deciso e io cominciavo a riprendermi ma perdevo molto sangue –Ti ho detto spostati- gli urlo –No, se devo scegliere fra te e Edward scelgo Edward- disse –Come fai a non capirlo papà quello che fai e sbagliato- gli continuava a ripetere con gli occhi ormai pieni di lacrime e io in quel momento ebbi ancora quella sensazione e in quel momento capii che non era rivolta a Nicolas, era come se dopo i precedenti agguati potessi capire quando il Cavaliere Nero avrebbe colpito cosi mi rialzai –Dobbiamo andarcene subito- dissi e in quel momento sentii conficcarsi una freccia nella mia spalla destra la stessa ferita pochi istanti prima –Noland stai bene- chiese mio cugino dopo che mi aiuto a rialzarmi –Ho passato momenti migliori- gli dissi –Va tutto bene- mi chiese Erika –Diciamo di si ma non sono al settimo cielo- intanto poco lontano –Bersaglio colpito mio signore- disse un uomo armato di arco e frecce, era lo stesso che mi aveva colpito poco prima che mio cugino arrivasse ad aiutarmi –Bene adesso puoi andare finirò io stesso il ragazzino- disse ed era una voce che non mi era nuova…era il Cavaliere Nero.
-Non osare fare un altro passo altrimenti io…- disse mio cugino mentre minacciava il mio antagonista con la sua spada –Tu cosa? Leggo nei tuoi occhi la paura qualunque cosa tu farai sarà di puro istinto e siccome in questo momento per me tu sei un libro aperto potrei eliminarti con un semplice colpo- disse –Davvero in questo caso non ne sarei molto sicuro- disse Edward –Smettila di nasconderti dietro la tua ambizione e mostra la tua paura- disse –Paura? Io non ho paura di niente e di nessuno sappilo- in quel momento strinse più forte la spada ma anche se non lo ammise si vedeva che aveva paura e anche tanta –[Qui ci rimango secco se non mi faccio venire in mente qualcosa]- questo era il pensiero che rimbombava nella testa a mio cugino –Vedo che la mia teoria e fondata in questo caso…sparisci- mio cugino chiuse gli occhi e finalmente si mostro a me per quello che era…era un codardo come lo avrebbe definito suo padre ma per me era solo mio cugino avere paura, come ho sempre pensato io, e una cosa normale e tutti hanno paura di qualcosa anche se molti non lo ammetteranno mai ma mio cugino ebbe quel coraggio che pochi hanno. In quel preciso istante a pochi metri da noi si apri una specie di vortice di un colore molto simile a quello di un fuoco fatuo da cui uscii il piccolo volpino che ben presto sarebbe entrato nel nostro gruppo.
-Dove mi torvo…e come ho fatto ad arrivare qui- si chiedeva il piccoletto –Questo posto…non so perché ma mi e molto familiare in un certo senso mi sento a casa- in quel momento voltò il capo nella nostra direzione e si accorse che mio cugino era in pericolo –Ehi ma chi cè laggiù…se fosse qui cosa farebbe Sonic…beh…sicuramente andrebbe ad aiutare quel tipo…e de quello che farò- disse con tono deciso –Però devo agire in fretta…ci sono proverò con la mia invenzione che ho al polso cosi la posso testare anche a lunga distanza- disse e si preparò a colpire da lontano il mio antagonista. -Bene pronto a lasciare questo mondo- disse il Cavaliere Nero a mio cugino quando però venne fermato da Nicolas –Fermo, questo e un compito che tu stesso mi ai affidato e poi non e leale…vincere cosi senza dare al nemico la possibilità di difendersi- disse mentre bloccava con la sua spada quella del Cavaliere Nero –Povero stupido i tuoi valori sono nulli in confronto a me e ero sparisci- disse e poi semplicemente rispondendo al colpo di Nicolas lo stesse a terra –Padre- disse la giovane Erika mentre accorreva verso suo padre – Sig. Nicolas, aspetti arrivo…arrivo- dissi e cercavo di trascinarmi come potevo visto che ero messo davvero male e oltre tutto ci si mettevano anche le vecchie ferite che per la maggior parte di erano riaperte.
-Bene tipo vestito di nero vediamo se resisti alla scosse elettriche….fermo…in mirino…fuoco- esclamo il piccolo e una strana sfera composta da magia si dirigeva verso il mio antagonista –Padre va tutto bene- chiese Erika –Tranquilla niente di grave e solo un altro graffio che si aggiunge agli altri- disse –Edward attento- gli urali vedendo quello strano oggetto dirigersi verso di lui, anche se in realtà era diretto verso il Cavaliere Nero –Sei finito- in quello stesso istante il mio antagonista venne spazzato letteralmente via da quello strano oggetto lumino che sembrava si stesse dirigendo verso mio cugino –Qualunque cosa sia mi ha salvato- disse –C’ è mancato un pelo- dissi –Ehi ragazzi state bene- disse quando si avvicino a noi il piccolo volpino a due code –Grazie ma chi sei e soprattutto cosa sei [Devo imparare a bere di meno]- chiese Edward –Mi chiamo Tails ma gli amici mi chiamano Scheggia- disse –Beh grazie [Ok devo proprio smettere di bere]- disse mio cugino –Eh mi potereste dare una mano- dissi –Certo arrivo- disse mio cugino e dopo mi aiuto a rialzarmi –Come mai ti sei ricordato adesso di me –gli chiesi –Beh sai…un impegno qua un impegno la…- disse ma io lo interruppi –Si certo…- poco dopo intervenne anche Tails –Eh non vorrei mettere fretta ma l’attacco che gli ho lanciato era solo per stordirlo dunque e meglio andarsene subito –Forza papà vieni- disse Erika al suo vecchio –Potete venire a casa mia li sarete al sicuro almeno, non e molto ma mi devo far perdonare- disse Nicolas –Grazie mille- dissi. -Qui saremo al sicuro- disse Erika una volta giunti a casa sua –Stenditi pure sul letto Noland ne ai più bisogno di me- mi disse Nicolas –Grazie…ma temo che…stiamo approfittando troppo della sua generosità- dissi –Piuttosto tu, volpe a due code raccontaci da dove vieni e perché sei qui- disse Nicolas rivolgendosi a Tails –Si ma vi avviso e una storia molto lunga- disse.